Non si elemosina il tempo.
Non si elemosina l'aria,
non si implora
un battito di respiro
perché il cuore
torni a battere.
Eppure ci ostiniamo
a farlo con i giorni
di chi amiamo,
con le ore che ci negano,
come mendicanti
a una porta sbarrata
che sperano
in uno spiraglio di luce,
in una briciola
di attenzione distratta.
Non si elemosina il tempo.
È un colpo vile,
orrendo nella sua precisione:
ti riduce a misura d'attesa,
a eco lontano nel corridoio
di un cuore che ha già
cambiato serratura.
Misuri il tuo valore
sulle lancette immobili
dell'indifferenza,
dimenticando che
il tempo regalato
deve tenere unite
due anime e non una carità
da mendicare in ginocchio.
Non si elemosina il tempo.
Ma basta un attimo,
il tonfo sordo della dignità
che si ridesta,
per capire che non sei tu
a essere fuori posto:
è chi sa solo contare
le proprie assenze
a non aver mai imparato
il valore di una presenza.